Sul fianco di Montecassino, lungo la strada che dalla città sale all'Abbazia, una fortezza di pietra chiara sorveglia la valle da oltre mille anni: è Rocca Janula. Ferita dalla guerra e rimasta a lungo abbandonata, è stata restaurata e riaperta al pubblico, ed è una tappa ideale per chi vuole salire a Montecassino con calma, magari a piedi.
Una fortezza nata per difendere l'Abbazia
La Rocca nacque nel X secolo, nell'ambito dell'incastellamento della cosiddetta Terra di San Benedetto, avviato all'epoca dell'abate Aligerno. Sorge a 187 metri di quota, sotto l'Abbazia (che si trova a 516 metri), in posizione strategica: da qui si proteggeva direttamente il monastero e si controllavano le vie di comunicazione verso Roma, Napoli e la costa tirrenica. In caso di pericolo, la fortezza poteva accogliere fino a circa duemila persone.
Secoli di assedi, terremoti e ricostruzioni
La storia della Rocca è movimentata quanto quella dell'Abbazia. Danneggiata da un terremoto nel 1004, all'inizio del XII secolo fu occupata dagli abitanti di San Germano e poi ripresa dall'abate Gerardo, che la ricostruì dotandola di una torre pentagonale. Nel Duecento l'imperatore Federico II ne ordinò per due volte la distruzione, mai portata a termine, e finì per ricostruirla per sfruttarne la posizione nella lotta contro papa Gregorio IX. Nel 1266 Manfredi, re di Sicilia, vi insediò una guarnigione di duemila soldati saraceni. Nel 1418 l'abate Pirro completò il rinnovamento con nuove mura e due torri; nel Settecento, sotto Carlo III di Borbone, la Rocca divenne proprietà regia.
Dalla guerra alla riapertura del 2015
Durante la battaglia di Cassino la Rocca fu gravemente danneggiata: rimasero in piedi soprattutto la torre pentagonale e parte delle strutture. Dopo un lungo restauro, è stata riaperta al pubblico il 25 settembre 2015. Oggi ospita mostre, eventi culturali e rievocazioni storiche, e dalla sua posizione lo sguardo spazia su Cassino, sulla Valle di Comino e sui monti del Parco Nazionale d'Abruzzo. Nei pressi della fortezza si trova anche il monumento alla pace dello scultore Umberto Mastroianni, un monito contro le distruzioni della guerra.
Come raggiungere la Rocca
Dal centro di Cassino si imbocca la strada di Montecassino, la stessa che sale all'Abbazia: in pochi minuti d'auto si arriva a un piccolo piazzale, da cui un breve tratto sterrato porta alla fortezza. Per le informazioni essenziali potete consultare anche la nostra scheda su Rocca Janula.
Verso l'Abbazia: la strada e il sentiero storico
Dalla Rocca la salita verso Montecassino può proseguire in due modi. In auto si continua lungo la strada di tornanti fino all'Abbazia, che si trova a circa 9 km dalla città. A piedi si può percorrere il sentiero storico per Montecassino (CAI 802), che ricalca la vecchia mulattiera che univa San Germano, l'odierna Cassino, al monastero fondato da San Benedetto. Secondo la scheda dei Parchi del Lazio, il sentiero parte dal secondo tornante della strada per Montecassino e arriva all'Abbazia: circa 2,8 km, 243 metri di dislivello in salita, un'ora e mezza di cammino, difficoltà escursionistica (E).
In alcuni tratti riaffiora ancora l'antico selciato; lungo il percorso si incontrano resti di cappelle votive e chiesette e il cosiddetto "ginocchio di San Benedetto": una grande croce di legno ai cui piedi si trova un masso con un'incavatura che, secondo la tradizione, sarebbe l'impronta del ginocchio del santo. Una volta in cima, la nostra guida alla visita dell'Abbazia di Montecassino vi accompagna tra chiostri, basilica e museo.
Consigli pratici per la salita
Lungo il sentiero non ci sono punti d'acqua né punti di ristoro: portate con voi acqua a sufficienza, scarpe da escursione e, nelle giornate calde, un cappello. Il percorso è segnalato ed è indicato come percorribile tutto l'anno, ma nei mesi estivi conviene partire di buon'ora, quando la luce sulla valle è più morbida e la salita meno faticosa.
Per altre idee su come completare la giornata leggete la nostra guida su cosa vedere a Cassino; e dopo la salita, rientrare in uno dei nostri appartamenti indipendenti con terrazza o balcone è il modo migliore per concludere la giornata.
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